"I nomi sono altri, ma le vicende narrate sono vere" potrebbe essere il segno di questa raccolta di racconti ambientati nella scuola pubblica torinese degli anni Ottanta. Il ricordo affettuoso e ironico di una maestra di periferia ripercorre scorci, atmosfere e figure che disegnano le difficoltà e la dolcezza cruda di un tessuto sociale che esprime nella propria inquietudine il prezzo dello sviluppo e dello spaesamento. La spontaneità dei bambini, il loro calore, le esperienze vissute insieme per la prima volta saldano la vita della classe a quella dell’insegnante, che alla fine desidera rivedere ancora la fotografia dei giorni migliori.
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