Lo sport contemporaneo si presenta come superamento dei limiti, narcisismo, doping ma anche come inclusione sociale, equilibrio psicofisico, veicolo di integrazione sociosanitaria, come diritto di cittadinanza e come campionismo, percezione dell'attività motoria nei termini della medicina e in quelli della politica, o meglio biopolitica. La stessa conquista della salute come obiettivo della pratica sportiva non è meramente riducibile all'assenza di malattia, all'efficienza fisica, ma va intesa anche come rivendicazione di condizioni sociali di benessere. In altri termini, la pratica sportiva aiuta a regolare i comportamenti sociali e a creare sentimenti di appartenenza, vale a dire a tracciare percorsi di democrazia. Nel "Libro Bianco sullo Sport", pubblicato di recente, anche l'Unione Europea identifica per la prima volta il benessere individuale con la coesione sociale. Né si deve credere che questo fenomeno attenga soltanto alle condizioni proprie dell'epoca attuale, poiché le sue radici concettuali sono rintracciabili già nei secoli preindustriali. Lo sport contemporaneo è insomma per le scienze sociali una miniera di argomenti, anche se si circoscrive l'indagine ai suoi rapporti diretti con il tema della salute.
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