"Il senso della storia" è un classico intramontabile del pensiero del XX secolo. Per il famoso filosofo russo, la storia non è eterna, ma l'eterno abita la storia. Il senso della storia apparve per la prima volta nel 1923 e fu pubblicato in Italia da Jaca Book nel 1971. In quest'opera Berdjaev cerca nelle profondità dell'essere «di Dio» le origini, la ragione, le leggi, gli sviluppi, il significato e i fini della storia. Egli vede nello «storico» la manifestazione del «metafisico»; la storia ha inizio in seno alla Divinità e l'uomo partecipa nella sua storia a questo dramma «divinoumano», di modo che solo in Dio si può comprendere il tempo e l'eternità, il principio e la fine. «Il tempo – scrive Berdjaev – non contiene l'eternità e tuttavia questa entra nel tempo e ciò sfocia nell'eternità». L'autore (Kiev 1874 – Parigi 1948), espulso dalla Russia leninista nel 1922 per la sua fede, ben presto abbandonò le simpatie marxiste per elaborare una concezione cristiana del mondo ispirata dall'opera di Vladimir Solov'ëv, la cui idea dominante era quella della libertà creatrice.
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