In origine soltanto un ambiente di passaggio dalla loggia superiore del Cortile antico all’Aula Magna, la Sala dei Quaranta prese l’aspetto e il nome attuali nel 1942, quando tre delle sue pareti furono ricoperte con quaranta tele, opera di Gian Giacomo Dal Forno, raffiguranti altrettanti illustri scolari stranieri dell’Università padovana. Voluta da Carlo Anti, in sintonia con Gio Ponti, nell’ambito del grandioso progetto di riqualificazione e “nobilitazione” del palazzo del Bo, la Sala intendeva celebrare insieme – come mostra l’epigrafe di Concetto Marchesi sopra la porta d’ingresso – la durativa vocazione internazionale dell’Ateneo, nonché, secondo lo spirito del tempo, la funzione “civilizzatrice” della “romanità”.
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