I quindici saggi qui raccolti, scritti fra il 1902 e il 1911, offrono un ampio spaccato dell'attività pubblicistica di Samuel Lublinski, al centro della quale si può identificare una riflessione sul genere tragico caratterizzata, secondo un orientamento diffuso all'inizio del Novecento, dal prevalere delle forme non aristoteliche. Lublinski presta la propria attività di spregiudicato teorico nella definizione del movimento della Neuklassik, le cui realizzazioni più importanti sono da riconoscere non tanto nelle singole opere tragiche (si pensi a Paul Ernst), quanto nel lavoro di chiarificazione condotto sul motivo della forma tragica come luogo di una rivelazione definitiva sulla struttura del mondo.
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