Il giornalista investigativo Vanni Lopez, inviato di un quotidiano italiano, riesce a trovare il modo di giungere a Mosca, nonostante il blocco dello spazio aereo deciso dalle autorità russe all'inizio dell'Operazione militare speciale in Ucraina. Con l'aiuto del filologo Vadim Popov, colto dissidente già collaboratore di Putin, ha una serie di incontri che gli consentono di capire che la formula mediatica dell'aggredito e dell'aggressore, adottata dall'Occidente, impedisce di comprendere gli esatti termini della questione. Perché a Mosca e non a Kiev? Perché "lì ci sono undici fusi orari diversi, ed è più facile incontrare qualche pecora che sta al di fuori del gregge". Muovendo da una neutralità tra i contendenti, Vanni "rilegge" le motivazioni, gli obiettivi e le conseguenze della guerra in corso, giungendo a conclusioni che, pur scostandosi dalle tesi del pensiero unico dominante, non lo allontanano dall'etica professionale. Dopo una disavventura che avrebbe potuto avere serie conseguenze, rientra in Italia con un dubbio che non aveva mai avuto: Chissà se queste cose me le faranno scrivere.
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