La fabbrica in cui lavora sta per essere delocalizzata in Polonia e Tommaso non sa come pagare il mutuo contratto per acquistare casa, né in che modo garantire un futuro dignitoso a sua figlia. Anche Milot, come lui, prova un insaziabile senso di rivalsa: non ha superato le ferite di un vissuto all’insegna di una violenza gratuita e crudele. Alessia, legata a entrambi, non è invece accecata dalla rabbia ma è disposta a tutto pur di aiutarli. Alternando i loro punti di vista, con un’ammirevole variazione di voci e di registri e una costruzione narrativa implacabile, Mattia Cecchini racconta cosa succede quando il sentimento di ingiustizia ci costringe a ribellarci e si chiede quale sia il confine tra ciò che è lecito fare per una buona causa e ciò che invece non lo è più.
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