"Non possiamo non dirci cristiani", scriveva Croce ne "La mia filosofia"; non possiamo non dirci laici, ribattiamo noi. La laicità non è solo una aspirazione culturale ma anche, come cerchiamo di chiarire, sociologica, politica, economica, etica, teoretica. In sociologia guarda alla realtà non disdegnando l'utopia e senza scindere ideale/reale; in politica vuol dire concepire la democrazia come realizzata da soggetti democratici, superando la divisioneipostatizzazione società-politica; in senso psicologico non dividere l'uomo in due: ragione-emozioni; in economia concepire un discorso sulla povertà in termini di risoluzione globale del problema; in etica vuol dire superare la contrapposizione fra etica liberal-individualistica ed etica comunitaria; in ambito teoretico condividere una impostazione della ricerca più problematica e dubitativa. Persino nella didattica è rivoluzionaria dal momento che concepisce la sfera del saper essere non disgiunta dalla sfera della maturazione cognitiva. Perché il significato nuovo da dare alla laicità è proprio il superamento della contrapposizione e della ipostatizzazione che è tipico delle religioni storiche. Dalla prefazione di Nichi Vendola.
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