La diffusione delle cosiddette «fake news», o più in generale dei «disordini informativi» corrispondenti, ad esempio, a notizie false, distorte o decontestualizzate, e del conseguente incitamento all'odio online, rappresenta una delle sfide più critiche dei nuovi media. Il volume indaga nella prima parte i processi cognitivi, comunicativi e sociali alla base della credulità, che rendono gli utenti vulnerabili alla misinformation. La seconda parte offre una disamina delle più recenti strategie di prebunking della misinformation, mentre la sezione conclusiva si focalizza sulla prevenzione dell'odio online proponendo interventi psico-sociali evidence-based. Coniugando evidenze empiriche e indicazioni metodologiche, il testo si pone come uno strumento efficace per la promozione di interventi psicologici e formativi nelle scuole e nei diversi contesti formativi.
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