Pacifico, nel titolo manifesto della sua raccolta, “Per l’artista è un dovere sperimentare”, parla di artista più che di poeta, perché la sua è una forma meticcia: nella lingua, nei contenuti e nella rappresentazione. L’indizio non trascurabile potrebbe portarci a ritenere che la poesia, nell’era transmediale, non si possa più definire un genere ma, forse, semplicemente un’“arte verbale”, una delle tante forme di comunicazione che si intrecciano nel nostro vissuto quotidiano.
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