In tutti i gradi scolastici, il piacere di apprendere cose nuove dovrebbe evitare l’opposizione tra il ruolo di studente e la persona con le sue esigenze e le sue capacità. Nei nidi e nella scuola dell’infanzia c’è vita, si rispettano i bisogni delle bambine e dei bambini che dicono quello che pensano (sono riportate conversazioni che mettono in crisi Piaget), costruiscono, lavorano, fanno spettacoli. Dovrebbe continuare per tutto il corso degli studi il rispetto delle esigenze e degl’interessi. Le diverse aree disciplinari complicano il quadro formativo ma anche fanno avanzare nella cultura e nei metodi. L’autore dimostra che la metodologia dei laboratori è accessibile come la ricerca, interpreta molte esperienze, sgombera da pregiudizi l’educazione motoria e sessuale. Tra i tanti problemi. È possibile riferire fatti personali senza cadere nell’autobiografia? C’è sicura determinatezza nelle attitudini o le circostanze le possono mutare radicalmente? Con un intervento di Claudio Strinati.
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