Il corpo possiede faglie, sedimenti, erosioni. La terra ha ossa, cicatrici e memoria. In Pangea Alex Schillizzi sovrappone anatomia e geologia fino a farne una sola materia: quella di un mondo che si disgrega. Dalla carne alle relazioni, dal lutto familiare alle periferie dell’Antropocene, cinque movimenti attraversano ciò che resta dopo una frattura: ossa, case, fotografie, corpi amati, città, alberi e paesaggi diventano reperti di un’unica archeologia. Pangea è una poesia della separazione e insieme del desiderio contrario: tornare, dopo la dispersione, a un’origine nella quale uomo e natura appartenevano ancora allo stesso corpo. Prefazione di Elio Pecora.
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