Venticinque anni dopo il G8 di Genova, ciò che resta di quei giorni non è soltanto una ferita aperta nella storia di questo Paese, ma una questione irrisolta. La ferocia dispiegata dalle forze dell’ordine, l’assoluzione delle responsabilità istituzionali, la normalizzazione di pratiche repressive eccezionali, la derubricazione dell’omicidio di Carlo Giuliani a incidente: sono fatti che non si esauriscono nella cronaca di allora, ma che hanno a che fare con il tentativo di ridisegnare i confini del dibattito pubblico, delegittimando il conflitto come elemento fisiologico di una democrazia e spezzando le reti della solidarietà collettiva. Parlare ancora di Genova non significa solo fare memoria, ma misurarsi con l'attualità di un mondo sempre più autoritario.
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