Che senso ha il nostro essere vulnerabili? Come ci rapportiamo ad esso? E come ci difendiamo dal rischio di essere feriti? Sono queste le domande che trovano una risposta inedita e sorprendente proprio nel mistero del Natale, là dove la fede celebra un Dio che sceglie di farsi vulnerabile per amore, donandosi fino all'estremo. Sulla scia di una lunga e intensa riflessione, frutto di anni di ricerche e di studi interdisciplinari, Hildegund Keul ci offre questo breve saggio in cui rilegge il racconto del Natale alla luce della vulnerabilità. Sotto questa lente, Keul considera i diversi personaggi che si alternano sulla scena dei racconti natalizi – i pastori e i magi, gli scribi, i sacerdoti ed Erode e, ovviamente, Maria e Giuseppe – mostrando e loro diverse reazioni e i diversi atteggiamenti di fronte alla vulnerabilità, propria e altrui. Un testo agile, profondo e coinvolgente, capace di intrecciare tra loro ricerca teologica, spiritualità biblica e spunti di riflessione personale, passando così dal consueto piano devozionale a quello dell'interpretazione dei ”segni dei tempi”. Il Natale fa della vulnerabilità la parola chiave del discorso cristiano su Dio.
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