Quanti piccoli napoleoni ci sono nel mondo? Troppi! Piccoli napoleoni che invocano poteri supremi in nome dell’interesse generale. Guai a rimanere imparziali di fronte ai liberticidi di qualsiasi risma, scriveva Victor Hugo, un secolo e mezzo fa, schernendo il colpo di stato di Napoleone III visto come un atto di delinquenza politica. In "Napoleone il piccolo" e "I castighi", due libelli feroci, Hugo scrive qualcosa di definitivo contro ogni colpo di stato. E lo scrive come solo un grande narratore poteva scriverlo: una enorme slavina di parole, nomi, luoghi, liste, epiteti e descrizioni che richiamano, spesso, "I miserabili". Si viene travolti dalla vertigine del racconto. Per questo "Napoleone il piccolo" è anche un sopraffino saggio di storia militante. Quelle di Hugo rimangono pagine di grandissima attualità anche nel mondo contemporaneo cavalcato da innumerevoli piccoli napoleoni. Un saggio introduttivo dello storico Eugenio Di Rienzo ricostruisce il colpo di stato di Luigi Bonaparte. È stata approntata un’ampia sezione di extra a commento del testo e della personalità di Hugo.
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