Il testo nasce dall’esperienza di confronto tra Luca Barontini e Bruno Sacchi, avviata a partire dalla scoperta del Museo Marino Marini come architettura moderna e inattesa nel cuore della Firenze storica. Da quell’incontro prende forma un dialogo intenso, maturato nelle visite alla casa-studio di Osteria Nuova, dove il progetto si rivela attraverso memoria, racconto e visione. La testimonianza raccolta diventa occasione per trasmettere alle nuove generazioni il valore di un’opera capace di unire storia, modernità e spazio museale. Il saggio riflette sul rapporto tra l’eredità albertiana, la stratificazione di San Pancrazio e l’intervento contemporaneo. Ne emerge una lettura del museo come macchina scenica, luogo di attraversamento e sintesi tra architettura e arte. Prefazione di Carlo Sisi.
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