Il volume analizza la presenza del tema della critica al capitalismo, che emerge nelle sue più varie sfaccettature, all’interno dell’opera filmica di Steven Soderbergh, riflettendo parallelamente sul rapporto che le stesse pellicole del regista americano intrattengono con il “capitale”. Può essere considerato anticapitalista un cinema che si pensi “contro” solo nei temi che affronta o nello stile che usa, ma che non voglia affermarsi come “inconsumabile” dallo spettatore medio e quindi affrancarsi dalla grande circolazione distributiva? Una ricerca, dunque, che si snoda attraverso i migliori film del regista premio Oscar nel 2001 per Traffic e che considera tout court il suo lavoro, il cui carattere politico diviene una nuova sfida lanciata a quel virus globale chiamato capitalismo.
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