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    Missione del bibliotecario (La)

    Riferimento: 9791257490089

    Editore: Luni Editrice
    EAN: 9791257490089
    isbook: 1
    Autore: Ortega y Gasset José
    Collana: Il sogno di Gutenberg
    In commercio dal: 08 Aprile 2026
    Pagine: 64
    Formato: Libro in brossura
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    Descrizione

    Letto da José Ortega y Gasset il 20 maggio 1935 come discorso inaugurale del II Congresso Internazionale delle Biblioteche tenuto a Madrid, La missione del bibliotecario è uno dei testi più singolari e lungimiranti della sua produzione saggistica. Il tema professionale vi è assunto entro una cornice filosofica più ampia: il libro, la biblioteca e la tecnica bibliografica diventano qui figure decisive della vita storica europea e strumenti attraverso cui una società organizza, trasmette e governa il proprio sapere. Il saggio si articola secondo un movimento rigoroso. Dalla nozione di missione come vocazione e compito, Ortega passa alla definizione della missione professionale, che non nasce dall'arbitrio individuale ma dalla necessità sociale. Segue quindi una rapida genealogia storica della figura del bibliotecario, letta in funzione di ciò che il libro è stato nelle diverse epoche dell'Occidente. Ma il centro teorico del testo è altrove: nella diagnosi della modernità come età dell'eccesso librario, dell'accumulazione indiscriminata e della crescente difficoltà di orientarsi nella massa stampata, che trasforma il problema del libro in un vero dramma della cultura. È in questo quadro che Ortega formula la sua tesi più nota e più attuale: il bibliotecario non può più limitarsi all'amministrazione materiale del libro, ma deve regolarne la funzione vitale, operare come filtro, guida e principio d'ordine entro la sovrabbondanza editoriale. La biblioteca diventa così il luogo di una mediazione critica, e la bibliografia una tecnica di selezione, precisione e responsabilità culturale. In filigrana affiora anche un'altra intuizione decisiva: la necessità di una lettura contestuale e storica dei testi, che prepara la successiva riflessione orteguiana sulla filologia. Ne emerge un testo capitale non solo per la storia delle biblioteche, ma per una vera filosofia del libro.
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