Attraverso una lunga serie di lettere, Maria ripercorre la vita di suo cugino Nuccio, compagno d’infanzia e “fratello” dell’anima. Dai ricordi del funerale della nonna nel 1958 alla serena infanzia a Cuneo, dalla morte improvvisa del padre al ritorno in Puglia, la narrazione intreccia lutti, migrazioni, tradizioni familiari e piccoli riti quotidiani che hanno segnato un’epoca. Tra partite a carte nella controra, fumetti collezionati con passione, estati al mare e sogni giovanili, Maria ripercorre il legame profondo che li ha uniti e il silenzio che li ha separati. Le sue lettere diventano un dialogo a una voce, un atto d’amore e di memoria, nel tentativo di trattenere ciò che il tempo ha disperso e di dare un senso alla nostalgia, alla perdita e alla gratitudine per gli affetti che hanno plasmato un’intera esistenza.
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