Nelle viscere di una fonderia si nasconde una verità spesso taciuta. Lì, tra polveri d’amianto e silice, la salute degli operai viene barattata con il profitto. La storia di Luigi è il racconto di chi, sostenuto dalla disciplina dello sport e da un profondo senso di giustizia, ha rifiutato di piegarsi. La sua diventa una battaglia contro un sistema di padroni e sindacalisti cinici e opportunisti. A fargli da scudo in questa lotta solitaria solo una mascherina. “Mi chiamavano Mascherina” restituisce voce a chi è stato messo a tacere tra il fumo delle colate.
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