In questo saggio di Isabella Ducrot, l’arte del tessere narra la sua storia, dai primi intrecci di trama e ordito nella «matassa primordiale», a Penelope che, lavorando al telaio, tenta di arrestare lo scorrere del tempo, alla seta delle vesti dei monaci buddhisti di Lhasa, sulla quale è iscritta una silenziosa preghiera, un’antica alleanza tra testo e tessuto. La lucentezza lunare dei rasi e dei satin, la superficie nuda e schietta dei damaschi e dei broccati, la costrizione a cui sono sottoposti i fili del feltro, tutto racconta lo sviluppo della vita collettiva e della civiltà umana. Con La matassa primordiale Isabella Ducrot tesse i fili di un racconto nel quale la trama e l’ordito diventano il simbolo della continuità del tempo e dell’ingegno umano. A introdurre il suo racconto, Tessere è umano, una poesia di Patrizia Cavalli.
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