L'inizio del Novecento è un periodo di grandi trasformazioni, in cui grandi masse di persone si trasferiscono nelle città in via di forte espansione. Le città si stanno trasformando in metropoli. L'America diventa simbolo di nuove opportunità, e New York rappresenta il nuovo corso. E all’interno di New York è l’isola di Manhattan che registra il maggior sviluppo, con la costruzione di nuovi ponti e grattacieli, edifici sempre più alti che sembrano testimoniare un progresso che non ha mai fine. Il progresso e la corsa allo sviluppo ossessivo ottengono il risultato di fagocitare tutto ciò che non si adegua, in primis l’uomo che non tiene il ritmo. L’uomo è spersonalizzato, perché se non vuole soccombere deve uniformarsi al comportamento collettivo. I personaggi di "Manhattan Transfer" sono protagonisti o testimoni della frenesia del progresso, sia che appartengano ai ceti più umili sia che facciano parte dell'alta borghesia, tutti infilati nel tritacarne della corsa al successo.
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