La Mandragola (1524) rappresenta la massima espressione della commedia italiana del Cinquecento. Essenzialmente rinascimentale è il tema, la beffa, che qui si fa spietata condanna dell'ipocrisia e della corruzione di una società in cui non c'è spazio per l'innocenza. Costruita come un impeccabile congegno di comicità libertina, la commedia narra la vicenda di Lucrezia, personaggio femminile di singolare modernità, donna innocente corrotta dalla sensualità di Callimaco, dallo sciocco e spietato egoismo del marito, dall'ipocrisia del confessore, che finirà per assumere, come una rivendicazione di indipendenza, la colpa a cui è stata costretta.
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