Protetti dall'oscurità, alla spicciolata, raggiungono la cascina arroccata nei boschi del Matese, appena fuori San Lupo, sul versante beneventano del massiccio. La riunione è operativa, la rivolta imminente, partecipano anche Carlo Cafiero ed Errico Malatesta. I contadini sono allertati, il parroco è dalla loro, il primo obiettivo è il Municipio: bisogna dare alle fiamme l'ufficio registri per cancellare gli atti di proprietà dei fondi e poter liberalizzare le terre. Fuori nevica quando Salvatore Scota si imbatte in un drappello dei carabinieri: è disarmato e fugge verso i campi. È l'inizio dell'insurrezione anarchica del 1877, raccontata nel prologo di "Mal d'America", la sceneggiatura inedita scritta a metà degli anni Sessanta da Fernando Birri e Vasco Pratolini. Una storia di migrazioni e di ritorni, dall'Italia all'Argentina terra promessa di ricchezze naturali e poi drammatica prigione per uomini liberi, "Mal d'America" è un testo prezioso rimasto per anni nei cassetti dei due autori, film mai realizzato e occasione mancata.
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