Le città stanno diventando sempre più dei sistemi chiusi, con confini rigidi e invalicabili, delimitati troppo spesso da muri dietro cui i cittadini vengono isolati e si sentono protetti. La sfida per gli urbanisti di oggi è di superare questa tendenza e di non farsi assoggettare alla logica economica costruendo spazi riservati solo a una determinata categoria di persone. Attraverso il ricorso a esempi pratici di progetti urbanistici che sono riusciti a trasformare le città chiuse in città aperte, Richard Sennett mostra la relazione positiva che può e deve instaurarsi tra il costruire e l’abitare. Occorre un ripensamento strutturale delle città, che tenga insieme le diverse dimensioni – sociale, economica ed ecologica – e che contribuisca a superare le ingiustizie sociali.
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