"Logica e esperienza in Husserl" è la prima monografia di Melandri e, in particolare, la prima dedicata alla fenomenologia husserliana. Benché riproposto a distanza di più di mezzo secolo (uscì nel 1960), il libro non ha perso il suo vigore interpretativo e l’originalità che lo ha consacrato, fin dal suo esordio, nella cultura filosofica contemporanea europea. Apparso in una favorevole congiuntura di pensiero in cui, nel giro di un breve torno di tempo, si realizzò la traduzione in lingua italiana di alcuni tra i principali scritti di Husserl, il lavoro di Melandri si segnala tutt’oggi per l’impulso che ha saputo dare, in controtendenza, a una lettura non idealistica del pensiero husserliano. La grande novità contenuta nella monografia di Melandri sta nell’efficacia con cui mostra come il pensiero di Husserl disegni, nel suo vasto giro d’orizzonte, una complessa unità, non solo metodologica ma anche sistematica. In questo libro vengono esaminati molti dei principali nodi della filosofia husserliana: il superamento, nell’individuazione di un’idea di logica pura, della contrapposizione tra psicologismo e formalismo logico; il passaggio da una fenomenologia statica a una fenomenologia genetica; il tema della temporalità dell’esperienza, fino all’emersione di una peculiare “filosofia della storia” nel contesto di una problematica di ordine teleologico.
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