Originale, spiazzante, giocata su una storia d'amore che non si sviluppa secondo gli schemi consueti ma li rovescia in un gioco di imprevisti, La locandiera era probabilmente troppo "moderna", troppo audace per la sua epoca. Messa in scena a Venezia nel 1753 la commedia fu ben accolta ma forse non riuscì ad affascinare del tutto il pubblico del tempo. Più che una vicenda sentimentale, infatti, Goldoni aveva scritto una storia sull'egoismo e sulla forza di carattere, magnificamente rappresentati in Mirandolina, civetta e donna d'affari, indimenticabile esempio di un eterno femminino davanti al quale devono crollare tutte le difese degli uomini, anche e soprattutto di quelli che fanno sfoggio di un'esasperata misoginia. Postfazione di Giorgio Strehler.
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