Little Boy, il ragazzino, cresce orfano nella New York degli anni Venti, affidato alla zia Emilie; entra in Marina durante la Seconda guerra mondiale, partecipa allo sbarco in Normandia e vede Nagasaki distrutta dall'atomica; vive anni da studente bohémien tra la Sorbona e i cafés della Parigi del Dopoguerra; stringe amicizia con i maggiori scrittori della contro-cultura americana, di cui diviene un importante esponente. Little Boy, il ragazzino, diventa adulto, diventa Grown Boy, «dissidente romantico o romantico dissidente», mantenendo intatta «la sua visione giovanile di vivere per sempre, immortale come lo è ogni giovane». Little Boy è Lawrence Ferlinghetti, il longevo protagonista della controcultura americana, che in quest'opera, uscita in occasione del suo centesimo compleanno, ripercorre la propria esistenza in un suggestivo, emozionante, visionario, ininterrotto flusso di parole di stampo quasi joyciano, inframezzato da scoppi di energia e da illuminanti riflessioni. «Non sono memorie, le memorie sono per le signore vittoriane» disse Ferlinghetti presentando il libro. «Non è nemmeno un'autobiografia, è semplicemente un io immaginario, il tipo di libro che ho scritto per tutta la mia vita.»
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