Libro acquistabile con carte di credito e carte prepagate Postepay.

     

    Libro acquistabile con Carta Docente.

     

    Libro acquistabile con Carta Cultura Giovani e Carta del Merito.

     

    Libro acquistabile in tre rate mensili Klarna.

     

    Il costo del libro sarà addebitato solo all’avvio della consegna.

     

    Scegli il punto di ritiro dei libri più comodo.

    Lingua letteraria e lingua dell'uso. Un dibattito tra critici, linguisti e scrittori («La ruota» 1941-1942)

    Riferimento: 9788889369524

    Editore: Accademia della Crusca
    EAN: 9788889369524
    isbook: 1
    In commercio dal: 2013
    Pagine: 128
    Formato: Libro in brossura
    Non disponibile
    20,00 €
    IVA inclusa
    Quantità
    Non disponibile

    Ricordati che otterrai la ricompensa del 5 per cento del prezzo di copertina quando acquisterai una copia di questo libro. La ricompensa potrà essere utilizzata per pagare i tuoi prossimi acquisti, oppure essere convertita in codici voucher o bonificata sul tuo conto bancario.
    Aderisci al nostro programma di affiliazione per proporre la vendita di questo libro. Guadagnerai commissioni ogni volta che ne favorirai la vendita.
    Chiudere

    Descrizione

    Nel 1941-1942 la rivista La Ruota ospita un dibattito linguistico di grande interesse. Scintilla alla discussione è l'articolo con cui Mario Meschini, direttore della rivista, recensisce il primo volume del Vocabolario della lingua italiana pubblicato dall'Accademia d'Italia, mettendo in luce i limiti di uno strumento in cui l'uso viene esemplificato sugli autori della tradizione letteraria. Nei numeri successivi intervengono linguisti, critici, scrittori: apre il confronto Bruno Migliorini, che propone un articolato paradigma interpretativo della situazione contemporanea. Il volume Lingua letteraria e lingua dell'uso propone quel confronto nella sua completezza e in Appendice riproduce la coeva discussione di Paolo Monelli e Giovanni Battista Angioletti sull'opportunità che l'italiano accolga termini dai dialetti in luogo delle parole straniere. Da quell'epoca di transizione arriva così fino a noi la voce di critici e scrittori che, intuita la necessità di chiudere i conti con i termini tradizionali di un dibattito, hanno sentito il dovere e l'urgenza di aprire una fase nuova della riflessione sulla lingua e sulla storia culturale italiana.
    E-book non acquistabile