Un'opera poetica intensa e stratificata, "Linea fissa" è un viaggio nella memoria, nel lutto e nell'identità, raccontati con una voce lirica acuta e insieme controllata. Il poeta gallese Patrick McGuinness affronta, in due sezioni complementari, la lunga elaborazione della perdita della madre: una figura evocata in molteplici forme - come uccello, spia, romanzo, profumo - in componimenti brevi, icastici, visionari. Il secondo movimento si allarga invece a temi più ampi, attraversando treni, stazioni, oggetti d'uso comune e rovine industriali, sempre con l'orecchio attento ai "rumori che fanno le cose quando partono". Con prefazione di Philip Morre e traduzione di Giorgia Sensi, questa raccolta poetica è un elogio della voce e della sua assenza, dell'infanzia, della lingua madre (e della madre come lingua). Un libro sul dolore e sul tempo, ma anche sull'ironia e sul linguaggio, che invita a una lettura attenta, e poi a una rilettura necessaria.
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