La scomparsa di un padre è l’apertura di un archivio silenzioso. Giampaolo Squarcina trasforma l’evento privato in un’indagine cognitiva, dove la memoria personale cede il passo al rigore del documento. Dalle stanze svuotate di un appartamento ai faldoni storici che dal 1848 giungono al Ventennio, emerge il filo rosso delle ‘raccomandazioni’: non semplici favori, ma un’anatomia del potere e dei legami sociali che hanno plasmato una genealogia. Un’opera chirurgica sulla verità, l’eredità e il peso irrisolto del passato.
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