Dall'Unità d'Italia, il Meridione viene considerato luogo d'inciviltà. E in questo volume, analizzando gli innovativi meccanismi di Comunicazione allora utilizzati, si spiega come, nonostante l'evidenza delle pupiate di Garibaldi, sia potuto nascere un catechismo scolastico forgiato sullo storytelling dei giornali savoiardi. Analizzando poi le radici dell'odio antimeridionale, si giunge a sorprendenti risultati: dalla mafia esistente fin dalla metà del Seicento in Lombardia alla saldatura, nella Marsala "britannica" dello sbarco dei Mille, di sette, fratellanze per la diffusione di idee carbonare e cosche protomafiose. E al centro di tutto, la costruzione del mito di Garibaldi da parte di Alessandro Dumas, ma anche la grande rilevanza della Chanson de geste nell'esaltazione delle camicie rosse. E poi l'orrore delle teorie lombrosiane, la disillusione per quel condottiero che con il suo muto Obbedisco in Aspromonte si era rivelato pupo, e considerazioni su quel risparmio cognitivo che ha impedito e impedisce alla gente del Sud di ribellarsi.
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