Il lavoro analizza il crescente ricorso al commissariamento dovuto all’instabilità delle istituzioni democratiche: uno strumento che migliora l’efficienza amministrativa ma può compromettere il principio democratico, soprattutto nei casi di scioglimento dei Comuni per mafia. L’obiettivo è trovare un equilibrio tra rappresentanza democratica e necessità di intervento straordinario nel rispetto della Costituzione. Il nucleo centrale studia gli scioglimenti ordinari (artt. 141-142 T.U.E.L.) e quelli per infiltrazioni mafiose, evidenziando le criticità di questi ultimi, legate al loro carattere preventivo e cautelare, spesso in tensione con i principi del procedimento amministrativo. Si affronta anche il possibile uso dell’intelligenza artificiale da parte dei commissari, ancora poco diffuso ma rilevante per il futuro. L’analisi si estende ad altre figure commissariali (imprese e commissario ad acta) e include un confronto con ordinamenti stranieri e una riflessione generale sul concetto di commissario.
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