Cosa significa essere una “donna virtuosa”? Nel 1884 Matilde Serao, con questo racconto lungo, fotografa con realismo lucido e disincantato la quotidianità di Checchina, intrappolata in un sistema di rinunce, dipendenza economica dal marito e sguardi vigili della serva Susanna, custode spietata delle regole patriarcali. L'introduzione di Laura Nacci rilegge il testo mostrandone l'attualità e svelando la persistenza dello sguardo interiorizzato, che spesso ancora oggi trasforma il controllo e il giudizio sociale in auto-censura, riducendo i desideri a semplici capricci. Un'analisi che ci aiuta a riconoscere le radici degli stereotipi che ancora ci abitano, per (ri)scoprire la nostra libertà.
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