"Mentre la seconda presidenza Trump tenta di rilanciare l’economia statunitense attraverso dazi doganali, pressioni geopolitiche e una profonda riforma fiscale, gli Stati Uniti si trovano alle prese con squilibri strutturali sempre più difficili da gestire. Un debito federale enorme, il progressivo indebolimento del ruolo globale del dollaro e il fallimento dei tentativi di ridurre la dipendenza dalla Cina delineano un quadro di crescente fragilità. Dalla politica della «massima pressione» tariffaria sui partner commerciali, chiamati a sostenere il costo della reindustrializzazione americana, alla risposta strategica di Pechino, la guerra commerciale e finanziaria sta modificando gli equilibri economici e geopolitici del XXI secolo. Tra dazi, debiti e competizione con la Cina, emergono tutte le contraddizioni di un impero che, per difendere la propria supremazia, rischia di innescare una pericolosa reazione a catena su scala globale. Donald Trump non è la causa del declino americano ma il suo terminale. L’autore permette di capire se dietro alle mosse del capo della Casa Bianca, apparentemente impulsive e scollegate le une alle altre, che stanno sconcertando tutti ed erodendo la sua credibilità personale, ci siano anche ragioni più profonde. Ragioni drammatiche: evitare il tracollo di un Paese che ha gestito malissimo l’incredibile supremazia mondiale di cui ha beneficiato dopo l’abbattimento del Muro di Berlino." (Marcello Foa)
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