Nell’estate del 1941, durante l’occupazione fascista dei Balcani, un giovane ufficiale italiano in licenza di convalescenza su un’isola croata incontra Simeone, funzionario a riposo delle dogane austroungariche, che gli rivela la vera storia di suo nipote Emidio Orlich, anche lui ufficiale, ma nelle file dell’esercito asburgico, caduto durante la prima guerra mondiale in circostanze sospette. La figura di Emidio diventa per l’io narrante uno specchio che riflette la propria esperienza di fronte alla guerra e alla necessità delle scelte morali: la “frontiera” è un confine geografico e nello stesso tempo simbolico, la meta di un viaggio verso la consapevolezza e la libertà. (prefazione: Davide Tecce; lavoro grafico di copertina: Andrea Carrer, Marco Carrer)
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