Cieco dai primi giorni di vita, Luigi Groto (1541-1585) fu uno scrittore infaticabile, tuttora poco studiato. Poeta lirico e celebre oratore, fu molto attivo nell’ambito teatrale, con commedie e tragedie (famosa è l’Adriana). Come attore interpretò, fra l’altro, il ruolo di Edipo nell’Edipo tiranno che inaugurò il Teatro Olimpico di Vicenza nel 1585. Interessato alla magia naturale, compensava la cecità con la profezia: nel 1569 suggerì ai Veneziani il punto esatto dove scavare un canale (oggi Taglio di Po) per deviare il corso del Po, che inondava di continuo campagne e paesi. Qui si pubblica una sua pastorale, che la lunga gestazione e le precoci messe in scena prima della stampa nel 1583 rendono precedente all’Aminta tassiana. Groto riprende, ibridandolo pesantemente con l’Amphitruo plautino, un mito ovidiano pochissimo frequentato nella letteratura volgare, il solo che alluda all’amore fra donne.
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