Quasi settant’anni, una lettera da Roma, un orologio fermo alle tre e diciassette: il commissario Elio Vasari torna a Terracina per la terza e ultima volta. Sul ripiano d’erba del Pisco, nell’ultima luce, i pescatori giurano di vedere una figura che guarda a nord — verso il punto da cui arrivano i treni. È l’ultima indagine: un fascicolo intestato a se stesso, cinque congedi da saldare, una risposta rimandata per quarant’anni. E la scoperta più difficile di una vita: che il buio che inghiotte i ricordi, forse, li custodisce.