Tra il 1947 e il 1994, una serie infinita di attentati, omicidi politici e violenze di piazza ha seminato il terrore in Italia. La società civile ha guardato a questa catastrofe con un misto di fatalismo e indifferenza, rifugiandosi oggi in una memoria rassicurante, tra «misteri» e opposti estremismi. Grazie a un rigoroso lavoro sulle fonti, Flavio Tranquillo ripercorre questa stagione interpretandola come un fenomeno complesso e unitario, il cui minimo comun denominatore è la paura: da sempre uno strumento del Potere, agente di controllo e coesione delle masse. Al centro dell’indagine, i rapporti tra lo Stato e quell’oscuro amalgama di politica, economia, intelligence, criminalità e poteri occulti che, in un contesto internazionale, ha perseguito la strategia del «destabilizzare per stabilizzare». Tra antecedenti storici, narrazioni che si ripetono e responsabilità mai chiarite, emergono poche e contestate verità giudiziarie, verità storiche confliggenti e nessuna piena assunzione di responsabilità politica. Guardare ai fatti dall’alto, sottraendoli alle semplificazioni e alle zone d’ombra della memoria, significa comprendere un passato che non passa e riconoscere le trame che lo legano al presente.
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