L’architettura e l’urbanistica progettate a Pesaro, e in parte realizzate, fra il 1969 e la metà degli anni ’80 sono tra gli esempi di welfare urbano più importanti di quel periodo storico. Il lungo lavoro di Carlo Aymonino (1926-2010) e del Gruppo Architettura (Gianni Fabbri, Gianugo Polesello, Luciano Semerani, Raffaele Panella e altri), provenienti dall’Iuav di Venezia, modificò il baricentro della città di Pesaro, adeguandola alla nuova dimensione territoriale raggiunta con il boom economico, rendendola un caso di studio internazionale. Da un lato il Piano Intercomunale – il primo adottato in Italia – e il Piano Particolareggiato del centro storico, approvati dalla giunta di Marcello Stefanini, riguardarono tutte le possibili applicazioni del progetto – urbanistica, architettura, restauro – investendo tutto il territorio comunale di un processo di trasformazione che comprendeva anche il suo hinterland. Dall’altro, in periferia, fu realizzato il complesso scolastico che raccoglieva tre scuole superiori, a formare un Campus collegato alla rete viaria provinciale, quindi alla nuova scala della città-territorio.
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