Nel “limbo” istituzionale vissuto dall’Italia tra il 1944 e il 1948, la guerra, le scelte dei partiti, la Luogotenenza, la svolta di Salerno, la Costituente, appaiono tappe essenziali per comprendere la nascita di uno Stato. Così come la chiave del Referendum Istituzionale e dell’elezione dell’Assemblea Costituente del 2 e 3 giugno 1946 e delle prime elezioni libere per il rinnovo delle amministrazioni locali nella primavera dello stesso anno. La transizione da Monarchia a Repubblica ma anche e soprattutto il valore e l’attenzione verso le ventuno "Madri Costituenti", ma anche alle prime sindache elette nel 1946, rappresentano quei tasselli unici che hanno generato la Repubblica ponendo per la prima volta nella storia d’Italia donne protagoniste. Donne che hanno contribuito all’affermazione della democrazia e all’evoluzione del ruolo femminile nella società. Infine le drammatiche elezioni del 18 aprile 1948 quando si scontrarono la Democrazia Cristiana e il Fronte Popolare composto da comunisti e socialisti. La vittoria della D.C. mantenendo la Costituzione come “casa comune di tutti gli italiani”, inserì l’Italia nel blocco occidentale e nella NATO, iniziando così la difficile fase della ricostruzione economica, politica e sociale.
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