Adam è un grafico freelance di 26 anni e convive con la sindrome di Tourette da quando era adolescente. Su invito del proprio psicoterapeuta, decide di partecipare al suo primo incontro in un gruppo di sostegno. Qui conosce Anna, operatrice di beneficenza con un emangioma facciale; Marta, attrice teatrale e conduttrice televisiva affetta da alopecia; Eva, truccatrice in lotta con la vitiligine. La settimana successiva va a vivere con loro, e parallelamente inizia a passare da una condizione di invisibilità autoinflitta al riconoscimento di sé all’interno del gruppo di supporto, in famiglia, nella carriera e infine anche nella vita privata. "(In)visibli" è un romanzo sul significato della diversità: non un memoir dolente, ma un invito all’accettazione e alla tolleranza, rivolto da uno scrittore che è riuscito a riappacificarsi col proprio vissuto.
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