Nel 1983 Mehdi Charef pubblica il suo primo romanzo, "Le Thé au harem d'Archi Ahmed". La sua prosa, che utilizza anche il francese gergale, è la matrice di un'identità letteraria e sociale che denuncia le costrizioni e le disuguaglianze nei quartieri multiculturali. Con uno stile descrittivo fotografico e dialoghi essenziali, tesi a far emergere i non-detti emotivi, il romanzo inaugura il neorealismo popolare post-industriale dando inizio alla letteratura beur, legata alle crisi identitarie degli adolescenti di seconda generazione. La Francia si misura così con le conseguenze della sua storia postcoloniale.
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