Il rosso e il nero (1830) è il romanzo che ha inventato l'analisi psicologica moderna. Nato da un fatto di cronaca nera che Stendhal seguì sui giornali del tempo, il libro arriva in libreria proprio nei giorni della Rivoluzione di Luglio, come una radiografia impietosa dell'ipocrisia, dell'ambizione e del desiderio nella Francia della Restaurazione. Accolto con freddezza dai contemporanei, fu Balzac a riconoscerne per primo la grandezza; da allora Il rosso e il nero non ha mai smesso di essere riletto, amato — da Nietzsche a Proust, da Gide a Zweig — e riconosciuto come uno dei più grandi romanzi mai scritti sul cuore umano e sulle sue contraddizioni. Edizione integrale, traduzione di Giacomo Di Belsito con nota introduttiva a cura di Luca Alvarez de Toledo.
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