Un libro sanguigno e violento, che trascina le lettrici e i lettori tra i demoni della narratrice, che sono quelli dell'autrice stessa. Pubblicato per la prima volta nel 1969, Il filo di mezzogiorno è il romanzo che nasce dalla vicenda psicoanalitica di Goliarda Sapienza, un'analisi durata tre anni, dopo una forte depressione, due tentativi di suicidio, il ricovero, gli elettroshock, la paura di «uscire pazza» come la madre. In 41 capitoli, la sua infanzia, la sua adolescenza, la sua maturità e il suo presente convivono, senza piani temporali distinti, in un continuo andirivieni tra luce e buio. È cosí che, come da un cilindro, Goliarda estrae i personaggi che hanno marchiato la sua esistenza - la madre, il padre, i fratelli, il compagno, le amiche e lo stesso analista -, ridandogli vita e stringendoli ancora una volta, per recuperare se stessa, come ogni donna che, dopo la caduta, ha scoperto la fragilità, la paura, ma anche l'amore e la vita. Introduzione e Ritratto di Goliarda Sapienza a cura di Angelo Pellegrino.
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