Platone diffida della scrittura, ne denuncia i limiti, la considera incapace di sostituire la parola viva e il sapere inciso nell’anima. Eppure scrive moltissimo, costruisce dialoghi di straordinaria raffinatezza letteraria, mette in scena libri, letture, trascrizioni, riscritture e riflette continuamente sull’arte dello scrivere. Da questa apparente contraddizione prende avvio il saggio, che attraversa il "Teeteto", il "Parmenide", il "Fedro", lo "Ione", le "Leggi", il "Menesseno" e altri dialoghi per ricostruire il complesso rapporto di Platone con il libro, la poesia, la retorica e la trasmissione del sapere. Dalla figura di Euclide al libro di Zenone, dal testo di Lisia nascosto sotto il mantello di Fedro al mito di Theuth, emerge il ritratto di un filosofo che non condanna la scrittura in sé, ma il suo uso falso, superficiale e privo di verità. Platone appare così non soltanto come uno dei fondatori della filosofia occidentale, ma anche come un grande scrittore, consapevole della forza, dei rischi e del fascino dei libri.
Ricordati che otterrai la ricompensa del 5 per cento del prezzo di copertina quando acquisterai una copia di questo libro. La ricompensa potrà essere utilizzata per pagare i tuoi prossimi acquisti, oppure essere convertita in codici voucher o bonificata sul tuo conto bancario.
Aderisci al nostro programma di affiliazione per proporre la vendita di questo libro. Guadagnerai commissioni ogni volta che ne favorirai la vendita.