Testo teatrale in cui cinque aspiranti scrittori si riuniscono per leggere e commentare i propri racconti nella Santiago del Cile di fine anni settanta. La padrona di casa, Mariana Callejas, è però anche un’agente della polizia segreta di Pinochet, direttamente coinvolta in attentati, torture, sparizioni di oppositori politici. Rivisitando la sconcertante doppia vita della figura storica di Callejas, e mettendo in scena le tragicomiche riunioni del suo circolo di scrittura, Nona Fernández allestisce un perfetto congegno metadrammaturgico, che è insieme un lucido esercizio di memoria civile, e un ludico atto di fiducia nel potere della letteratura.
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