Scrittore, drammaturgo, regista, saggista, tra coloro che più straordinariamente hanno esercitato la funzione di intellettuale in diversi contesti culturali e artistici in Italia, Brunello Rondi (1924-1989) possiede molti primati: ha scritto il primo studio monografico italiano su Béla Bartók, la prima storia esegetica, in due volumi, sulla musica contemporanea, il primo studio, in due volumi, sul cinema italiano neorealista, con eccezionale consenso critico in Italia e in Europa. Autore teatrale con Sulle strade, L’assedio e Il viaggio, Rondi è stato poeta, filosofo, musicologo e anche regista cinematografico orgoglioso e inclassificabile: dopo Una vita violenta, tratto dal romanzo di Pier Paolo Pasolini e diretto con Paolo Heusch, ha firmato titoli unici nel nostro panorama come Il demonio, Ingrid sulla strada, I prosseneti e altri otto lungometraggi legati a svariati generi e a personali interpretazioni del cinema d’autore più provocatorio, tra anni Sessanta e Settanta. A cura di Roy Menarini nella riedizione (1965) completa e arricchita di uno straordinario apparato fotografico proveniente dalla Fototeca Nazionale (CSC). Con un saggio di Alberto Pezzotta.
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