Nel sesto quaderno di Historia Minima, Stelio W. Venceslai attraversa il biennio 2019–2020, quando l'Italia cambia pelle due volte e l'Europa entra nella tempesta. Dalla diagnosi senza sconti sulla “fine” e sulla “tirannide” della democrazia, l'autore passa al laboratorio politico italiano – crisi di governo, partiti in declino, nodi strutturali (TAV, MES, giustizia, industria) – e alla scacchiera internazionale, tra Venezuela, Brexit e gli improvvisi capovolgimenti dell'era Trump. Poi arriva il contagio: pagine che, tra invettiva e ragionamento, fissano l'improvvisazione del potere, la paura collettiva, l'economia sospesa, la retorica della “ripartenza”. Un taccuino lucido e polemico, affilato come un editoriale e denso come un saggio, che chiede al lettore di “tornare a pensare” davanti al rumore di fondo della cronaca.
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