Harraga è il termine con cui, in dialetto marocchino e algerino, si definisce il migrante che viaggia senza documenti, che "brucia le frontiere". Giulio Piscitelli ha seguito le rotte dei migranti che provano a entrare in Europa. Lo ha fatto nel Mediterraneo orientale e in quello occidentale, imbarcandosi in Tunisia per raggiungere le coste italiane, documentando l'enclave spagnola di Metilla, i viaggi verso Lampedusa, i profughi del Corno d'Africa che attraversano il deserto, i siriani, gli iracheni, gli afghani che approdano sulle isole greche nella speranza di raggiungere l'Europa. Frutto di un lungo progetto iniziato nel 2010, "Harraga" è una testimonianza unica, in immagini e parole, del periodo storico che stiamo attraversando; un archivio visivo che lascia un segno indelebile nella mente di chi guarda. Con un testo introduttivo di Alessandro Leogrande e le mappe disegnate per questo lavoro dal cartografo Philippe Rekacewicz.
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